La strada delle 52 gallerie

Mai sentito parlare della strada delle 52 gallerie? Oltre alla divulgazione ingegneristica e di settore, vogliamo oggi occuparci di un argomento che ugualmente ci sta a cuore: la riconoscibilità artistica di un’opera stradale. Per questo nell’articolo di oggi, e nei successivi, parleremo di 6 capolavori di ingegneria stradale, e di come si sono integrati talmente bene con lo spazio circostante da divenire una sorta di attrazioni artistiche.
Alcune sono in Italia, come la strada delle 52 gallerie, ma non tutti…
Parleremo anche della strada delle 52 gallerie, della Strada Amalfitana SS163, del Tunnel Guoliang (Cina), della Atlantic Ocean Road e del Tunnel Laerdal (entrambi in Norvegia).

Buona lettura!

La storia

La Strada delle 52 Gallerie, situata sul massiccio del Pasubio tra Veneto e Trentino, è una delle opere più affascinanti e complesse dell’ingegneria militare italiana. Realizzata durante la Prima Guerra Mondiale dal Genio Militare, fu concepita come percorso protetto per collegare la zona retrostante al fronte senza esporsi al fuoco nemico. Oggi è un itinerario escursionistico di grande valore paesaggistico e storico, ma resta anche un esempio estremamente interessante dal punto di vista strutturale.

Caratteristiche ingegneristiche principali

La strada si sviluppa per circa 6,3 km con un dislivello di oltre 700 m, distribuito lungo 52 gallerie scavate nella roccia calcarea. La geometria complessiva, unita alla morfologia del versante, rende l’opera un caso studio utile per comprendere come affrontare la stabilità dei pendii in ambienti montani complessi.

Dal punto di vista costruttivo, le gallerie presentano sezioni molto variabili, con luci spesso ridotte che riflettono la velocità e l’urgenza della realizzazione. Il calcestruzzo non venne utilizzato nella maggior parte dei tratti: molte cavità sono ancora oggi caratterizzate da superfici grezze e irregolari, risultato dello scavo manuale e dell’impiego di esplosivi a bassa potenza. Ciò comporta due conseguenze tecniche rilevanti:

  1. Disomogeneità geotecnica del contorno della galleria, che richiede analisi puntuali sulla qualità della roccia in caso di interventi di consolidamento futura;
  2. Diversità di comportamento meccanico tra tratto e tratto, con sezioni più stabili in corrispondenza di banchi rocciosi compatti e maggiori vulnerabilità nelle zone con fratturazioni più evidenti.

A livello di sicurezza moderna, eventuali opere di manutenzione devono tenere conto del fatto che la strada è oggi utilizzata dal pubblico in un contesto escursionistico: ciò influenza scelte su parapetti, drenaggi e gestione dei rischi di caduta massi. Nei tratti più esposti, infatti, la probabilità di distacco può essere stimata applicando modelli cinematici di caduta dei blocchi, considerando parametri come densità della roccia, energia potenziale (E = m·g·h) e iterazione con il terreno.

Drenaggio e gestione delle acque

Uno degli aspetti più interessanti dal punto di vista tecnico riguarda il drenaggio. La strada attraversa pendii che, in presenza di precipitazioni intense, possono convogliare elevati volumi d’acqua verso gli ingressi delle gallerie. In origine il drenaggio era affidato quasi esclusivamente alla naturale porosità della roccia e a piccoli canali laterali. Nella manutenzione contemporanea, invece, si presta maggiore attenzione a:

  1. Realizzazione di canalette di guardia nei tratti esterni;
  2. Verifica della capacità di smaltimento delle scoline presenti all’interno delle gallerie;
  3. Controllo dell’erosione superficiale, in particolare nei tornanti esposti;
  4. Installazione di piccole opere di regimazione ove necessario.

Queste operazioni contribuiscono non solo alla sicurezza del percorso, ma anche alla conservazione delle opere originali che rappresentano un patrimonio storico di rilevanza nazionale.

Interazione con il paesaggio

La Strada delle 52 Gallerie è considerata una delle vie più suggestive dell’arco alpino proprio per la sua integrazione con il paesaggio del Pasubio. L’alternanza tra tratti interni ed esterni produce un ritmo visivo unico: ogni galleria si apre su un nuovo scorcio, spesso a strapiombo, che valorizza la verticalità delle pareti rocciose e la profondità della valle.

Dal punto di vista tecnico, questa interazione pone alcune sfide ma anche vantaggi. La roccia calcarea compatta permette l’apertura di finestre panoramiche all’interno delle gallerie, una scelta che in altri contesti geologici non sarebbe praticabile. Allo stesso tempo, il contatto diretto con l’ambiente esterno espone le strutture a cicli termici marcati, con importanti variazioni stagionali:

  • in estate, temperature elevate favoriscono dilatazioni e microfessurazioni superficiali;
  • in inverno, fenomeni di gelo-disgelo possono ampliare le fratture esistenti.

Le analisi più recenti utilizzano modelli di propagazione delle fessure (crack propagation) basati sulla legge di Paris, al fine di stimare l’evoluzione nel tempo delle microlesioni indotte da stress termici e carichi gravitativi.

Perché è un caso studio interessante per l’ingegneria

La Strada delle 52 Gallerie rappresenta un caso particolarmente stimolante per chi si occupa di progettazione e manutenzione in ambiente montano, per diversi motivi:

  1. Combinazione di vincoli storici e tecnici, che richiede interventi rispettosi della struttura originale;
  2. Variabilità geotecnica, utile per analizzare soluzioni di consolidamento adattate alle diverse tipologie di roccia;
  3. Presenza di numerosi imbocchi esposti, che consente lo studio dei fenomeni di degrado superficiale;
  4. Gestione del rischio idrogeologico, data l’interazione continua tra pendii, drenaggio e gallerie;
  5. Ruolo turistico-escursionistico, che impone criteri di sicurezza compatibili con un percorso ad alta frequentazione.

Questi elementi fanno della Strada delle 52 Gallerie un riferimento sia dal punto di vista ingegneristico sia da quello paesaggistico, un esempio di infrastruttura capace di trasformarsi nel tempo senza perdere il suo valore originario.